Gli animali più usati per la ricerca del tartufo

Il tartufo appartiene alla famiglia dei funghi simbionti, cioè crea un legame molto stretto con una pianta arborea senza la quale non potrebbe svilupparsi e dare il corpo fruttifero. Questo mutuo legame fra pianta e fungo è stabile e duraturo per lunghi anni, e per questo che i tartufi si ritrovano sempre nelle medesime zone. Le piante più rinomate sotto le quali si ritrovano i preziosi "frutti" sono: lecci, carpini, noccioli, faggi, querce e pioppi.

Sembra che la vita del tartufo abbia una origine simbionte, mentre quando si sviluppa il corpo fruttifero divenga come un qualsiasi fungo saprofita. In questa seconda fase della vita che dura alcuni mesi il tartufo assorbe acqua e sostanze organi che dal terreno attraverso il micelio accrescendo le proprie dimensioni.

Proprio in questa fase il tartufo emana il suo odore caratteristico, che però solo gli animali sanno cogliere in modo impeccabile proprio dal punto d'origine. L'uomo è in grado di sentire l'odore di tartufo in una determinata zona, ma è impossibile arrivare al punto esatto d'origine. In aiuto dell'uomo giungono la scrofa, usata fin dai tempi più antichi per la ricerca del prelibato tubero e il cane. Il maiale ormai caduto un po in disuso per questa funzione è stato sostituito dal più comodo e semplice da mantenere cagnolino, non vi è una razza particolare migliore delle altre per la ricerca del tartufo. Essenziale è il buon olfatto, la cerca a terra degli odori e l'ascolto del padrone durante la ricerca.
Autore farmame
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