I Cavallucci Marini - Creature Fantastiche

Tra le creature del mare, i cavallucci marini sono quelli che più hanno colpito la fantasia dell'uomo, spesso protagonisti di leggenda e mitologia.

Fanno parte della classe Actinopterigi, a cui appartengono i pesci, dell'ordine dei Signatiformi della famiglia dei Signatidi, appartengono al genere Hippocampus (circa 50).

La testa allungata, il muso tubolare e le pinne pettorali che assomigliano a delle orecchie, danno a questi pesci un musetto simile a quello di un cavallino.

Si sono evoluti in modo davvero particolare e sorprendente, dietro agli occhi è presente una sorta di rivestimento  osseo che serve a proteggere il capo, detto corona ossea, ma in linea generale tutto il corpo dei cavallucci marini è ricoperto di placche ossee più o meno spigolose che hanno uno scopo difensivo e rendono piuttosto coriaceo questo pesce, come un'armatura che spesso divengono bocconi indigesti per i predatori, inoltre alcune specie sono particolarmente brave nel mimetizzarsi e nel passare inosservate. È presente anche una piccola pinna dorsale mentre la coda  è lunga e prensile e quando non utilizzata per aggrapparsi a qualche elemento del fondale e tenuta attorcigliata.

La lunghezza di questi pesci varia da 1,5 cm a circa 35 cm e non inclini molto al nuoto, preferiscono restare fermi in prossimità del fondale, attorcigliando la coda a qualche pianta marina o a qualche parte del substrato, nuotano molto lentamente e goffamente, finendo spesso per farsi trascinare dalla corrente. Si sono evoluti per una vita piuttosto sedentaria, vivono soprattutto nei mari tropicali, ma si possono trovare anche nei mari temperati.

Nel Mar Mediterraneo vivono tre specie: Hippocampus Hippocampus, Hippocampus Guttulatus e Hippocampus Fuscus, si trovano soprattutto in ambienti rocciosi e con buona presenza di piante marine. Nel Mediterraneo li troviamo soprattutto alla Poseidonia.

Ai tropici invece prediligono la presenza di mangrovie e le barriere coralline, perché ricche di appigli a cui attaccarsi.

Si nutrono di microrganismi acquatici, quali minuscoli crostacei, i maschi sono particolarmente territoriali e competono strenuamente per le femmine. Il ciclo riproduttivo dei cavallucci marini è molto interessante ed affascinante:

il maschio una volta scelto la femmina, deve fargli prima di tutto una corte spietata, dopo di che, se essa accetta si tengono stretti per la coda e restano immobili sul fondale o inscenano una danza di accoppiamento, durante la quale si muovono lentamente e sinuosamente, in modo sincronizzato, compiendo anche movimenti a spirale e tutto questo può durare anche parecchie ore. Successivamente, avviene qualcosa di unico e speciale del mondo animale: la femmina con una sorta di ovopositore, depone le uova nel corpo del maschio che possiede una sacca ventrale, molto simile a quella dei canguri. Quindi, mentre la femmina depone le uova, che variano da alcune dozzine a qualche migliaio, dentro questo marsupio, il maschio rilascia gli spermatozoi nell'acqua di mare e feconda le uova.

Bisogna ricordare, infatti che nei pesci ossei la fecondazione è quasi sempre esterna, quindi la femmina resterà ancora per un po' e poi se ne va, delegando al maschio, il compito di custodire le uova e di far nascere i piccoli. Davvero incredibile!! Gli scienziati stanno ancora cercando di capire le cause di questo comportamento.

Il padre custodisce le uova dalle 2 alle 4 settimane, ossigenandole e nutrendole con ormoni. Quando i piccoli sono pronti a nascere, cavallucci marini in miniatura, li espelle con delle vere e proprio contrazioni e da questo momento se la dovranno cavare da soli.

Meno dello 0,5% di loro raggiungerà l'età adulta, ma è pur sempre una percentuale piuttosto alta rispetto ad altre specie di pesci, dove le uova vengono abbandonate subito dopo la deposizione.

La vita media dei cavallucci marini si attesta su alcuni anni a meno che intervengano gravi incidenti quali quelli causati dall'inquinamento dell'uomo, peggior nemico delle specie animali che a volte pescano questi animaletti, così eleganti e graziosi, per farne dei monili, dei soprammobili o per appenderli a dei braccialetti, per metterli negli acquari o per essere usati in medicina per chissà quali scopi innominabili. 

Autore liviana
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