Il Siamese - Tutto ciò che c'è da sapere su questa razza!

Il gatto Siamese è originario del XVII secolo e anche per esso il luogo d'origine è la Thailandia. Questo felino è conosciuto già in Europa verso la fine dell'Ottocento, il Siamese incomincia a diffondersi e a essere apprezzato all'inizio del XX secolo, ma registra un brutto declino in seguito alle due guerre mondiali. La selezione moderna si orienta verso una morfologia molto stilizzata e longilinea, non sempre apprezzata dagli estimatori della razza originaria. Una leggenda molto suggestiva narra che questi erano compagni prediletti delle principesse orientali, che utilizzavano la coda a uncino sfoggiata dai Siamesi per infilarvi gli anelli. Il gatto ripiegava quindi la coda sul dorso per evitare che cadessero.

Il Siamese è conosciuto soprattutto per la particolare colorazione del mantello, definita colour-point oppure pointed, caratterizzata da zone di colore più scuro alle estremità: il muso, le orecchie, le zampe e la coda, cioè le aree dove la temperatura corporea è più bassa.

Questo felino è molto reattivo, vuole sempre essere al centro dell'attenzione, è affettuoso e si lega in modo quasi morboso ai compagni umani, con i quali si dimostra possessivo e geloso. E' sensibile e va educato con dolcezza.

Il mantello non richiede particolari cure, se non sporadiche spazzolature, soprattutto nel periodo della muta. A causa del pelo corto e della struttura longilinea, il Siamese non tollera gli sbalzi di temperatura, il freddo e l'umidità. E' molto sensibile e soggetto a stress.

Autore Nova
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