Riscaldamento globale - Orsi polari a rischio estinzione

Questo video di tre anni fa, illustra le metamorfosi climatiche che si traducono nell'attuale riscaldamento globale.
L'analisi si concentra principalmente sugli ultimi cinquant'anni, periodo di maggior incremento delle attività umane e in cui diventa anche possibile osservare la troposfera, quindi i cambiamenti atmosferici a stretto contatto con la superficie terrestre.

I maggiori elementi scatenanti questi mutamenti climatici assieme al riscaldamento globale sono tutti connessi alle attività umane. In lista tra questi elementi in particolare leggiamo: il forte aumento di gas serra in atmosfera, compresi i mutamenti sulla superficie del pianeta com'è il caso della deforestazione, e l'incremento di aerosol con la dispersione per cui di alte dosi di miscele per via gassosa. Quali fattori che oltre a scatenare il riscaldamento globale, costituiscono per conseguenza anche una minaccia per la sopravvivenza di molteplici razze animali, com'è il caso del portentoso orso bianco a rischio estinzione.

"I cambiamenti climatici saranno una delle principali cause di estinzione delle specie nel XXI secolo", col ghiaccio artico ai nuovi minimi storici e le avverse condizioni ambientali causate dall'inquinamento. Inondazioni, tempeste, innalzamento dei mari, cambiamenti climatici, che stanno cambiando il volto del nostro pianeta.

Con lo scioglimento del ghiaccio, i mari s'innalzano e le città potrebbero esser sommerse causando la morte di milioni di persone. Il video raffigura le veloci metamorfosi del pianeta, dove in quarant'anni il 50% dei ghiacciai si è sciolto per l'effetto serra che ha aumentato la temperatura terrestre.

Quanto c'è di vero nel riscaldamento globale e nello scioglimento delle calotte polari, lo spiegano alcuni glaciologi dell'Università statunitense del Maine: "Abbiamo osservato che non solo i ghiacciai si stanno sciogliendo a causa dell'aumento della temperatura, ma che stanno scorrendo più rapidamente dal centro del continente verso l'oceano, e gli iceberg si stanno formando a una velocità due o tre volte maggiore di appena cinque, sei anni fa".

Nel 2002 è stato provato che l'equilibrio naturale dei ghiacciai si è spezzato.
L'equilibrio naturale degli ultimi 10.000 anni, scientificamente definito bilancio di massa e che mantiene la calotta glaciale stabile e il livello dei mari sotto controllo, è stravolto.

In quasi tutti i ghiacciai della Groenlandia a sud del circolo polare artico questo stravolgimento ha subito un'accelerazione.
I ghiacciai non accumulano più tanto ghiaccio quanto ne perdono, ma quello perduto ai bordi è molto di più rispetto a quello che si forma in quota con la neve. Ogni anno l'isola perde il 20% di massa in più rispetto a quanta ne accumula con le nevicate.

Continuando di questo passo si perderà sempre più massa. Al momento sono andati persi circa duecento chilometri cubi, e a questo ritmo la calotta polare della Groenlandia andrà a perdere ogni anno una certa quantità di massa e il livello degli oceani crescerà di conseguenza.

Studi ancora più approfonditi condotti nella zona dalla NASA per monitorare la quota dei ghiacciai e controllarne la perdita di volume, hanno rivelato, come dalle immagini, che i ghiacciai si stanno sciogliendo a una velocità mai vista, scivolando letteralmente in mare.

Negli ultimi anni, che sono state registrate temperature estremamente miti, per farsi un'idea della velocità con cui la calotta ha accelerato la fusione e fino all'80%, basta il fatto che nell'estate del 1985 i ghiacciai si muovevano verso il mare ad appena sei chilometri l'anno, mentre nell'estate del 2003 si è passati a dodici chilometri l'anno, mostrando gli scienziati evidenza di quanto il processo vada accelerando.

Per via delle temperature medie più calde, per l'effetto poi fisico, cosiddetto dell'acqua di disgelo, che causa la fusione dei ghiacciai in cima e ai bordi, una volta formatesi sulla superficie grandi pozze d'acqua di disgelo, l'acqua scongelata penetrando nelle varie fessure, accelera in questo modo ancor più lo slittamento del ghiacciaio verso il mare.

I glaciologi ritengono a questo punto che quest'accelerazione dello slittamento dei ghiacciai verso il mare abbia implicazioni catastrofiche per il genere umano. Con i ritmi attuali, "continuando a raddoppiare l'innalzamento dei mari, il fenomeno da qui a un secolo interesserà gran parte delle coste del pianeta".
Se la Groenlandia si scioglierà, completamente, rilascerà abbastanza acqua da innalzare tutti gli oceani della terra di almeno sette metri.

Fino a poco tempo fa gli scienziati raffiguravano questo come lo scenario peggiore, ma escludendo il fatto che quello della Groenlandia non è l'unico ghiacciaio presente sul pianeta. Se lì ci sono ben due milioni di metri cubi di ghiaccio, l'Antartide, l'enorme continente che si trova al Polo Sud, ne contiene ben undici volte tanto.

Le riprese del National Geographic sono state condivise il 6 dicembre 2012 da 'Associazione Antimafia', che batte sul passato col suo motto "chi non ha memoria non ha futuro". Questo è anche il caso, per il genere umano, che, vivendo senza cognizione di causa e ancor più senza percezione del tempo presente, non va da nessuna parte, né avanti tantomeno indietro, travolto come solito dal proprio stesso ego che spegne e consuma anche tutto il resto lo circonda.
Autore eclidor
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