Scanno, trovata morta l'orsacchiotta Morena

L'orso è un animale maestoso, imponente e che ha indubbiamente un grande fascino sull'uomo, forse anche per via del fatto che non sia così frequente o probabile incontrarne uno, o forse per la sua particolare prestanza all'antropomorfizzazione, che lo rende così simile agli umani, ma per molti considerato anche e soprattutto spaventoso in quanto feroce quale predatore selvatico.
In realtà le aggressioni e gli incidenti all'uomo per via dell'orso sono molto rari: infatti è abbastanza difficile riuscire a tenerne il conto dato che non si sono registrati casi di aggressioni da parte del plantigrado nei confronti dell'uomo nell'ultimo secolo.

Al contrario, è forse più probabile che sia proprio l'uomo a causare (non sempre accidentalmente) problemi all'orso: l'infrazione dei limiti di velocità nelle strade che percorrono il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, causano spesso incidenti in cui è proprio l'orso a rimanere ucciso o ferito. Se a questo si aggiunge il bracconaggio e gli agricoltori e fattori che rilasciano in natura esche avvelenate, in modo da prevenire la perdita di bestiame e raccolti, si potrebbe tranquillamente asserire di essere più noi umani un pericolo per l'orso che il contrario.

La piccola orsetta Morena ne è l'esempio lampante, in quanto orfana di madre proprio a causa dell'uomo.
Data la sua giovane età al momento del ritrovamento (circa 4 mesi di vita), il Pnalm ha tentato il reinserimento in natura previo svezzamento, sistema mai adottato prima in Italia.

Nel video, le immagini dell'orsa in piena salute al raggiungimento dei suoi primi 40 chili, trascorrendo le giornate nel suo recinto all'interno del Parco nazionale, mentre gioca con la vegetazione e con il piccolo laghetto adibito apposta per lei, in attesa del suo imminente reinserimento in natura.

A distanza di circa un anno dal reinserimento, ritenuto un successo sino a quel momento, l'orsetta Morena è stata rinvenuta morta per circostanze ancora sospette. Le alte temperature estive hanno velocizzato il processo di decomposizione della carcassa, non permettendo così, di effettuare gli esami volti a stabilire la causa del decesso.

Si attendono risposte dall'Istituto zooprofilattico di Grosseto per gli esami necroscopici, con la speranza di poter fare luce sul triste accaduto. A distanza di pochi giorni, il Parco nazionale ha richiesto l'intervento dell'unità speciale antiveleno per poter scongiurare la forte ipotesi di morte per avvelenamento.

Autore bebboland
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